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I Cippi di Confine dei Tre Cantoni

Pino Fappiano

Nato a Cerreto Sannita nel 1956, vive a Cerreto Sannita, geometra e guida turistico-ambientale, lavora come impiegato a Benevento. Da molti anni è impegnato con la sua associazione “Fronte Sannita per la Difesa della Montagna” nella difesa dei monti del Matese dalla devastazione dell’eolico selvaggio.

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Sul confine tra Cerreto e Morcone, in località “Ripa Malaportelle” presso i Tre Cantoni si trovano I Cippi di Confine , si tratta di enormi massi (pietre native) che segnavano i confini tra Terra di Lavoro, Contado del Molise e Principato Ultra di Benevento.

Il  nome della località deriverebbe appunto dall’incrocio delle tre Province Contado del Molise (vs Morcone e Sassinoro), Principato Ultra (vs Pontelandolfo, Casalduni e San Lupo) e Terra di Lavoro (vs Cerreto, Pietraroja, Cusano Mutri).

Queste erano (come si può vedere anche da un’antica mappa) tre divisioni amministrative del Regno delle due Sicilie e precedentemente, per quanto riguarda le ultime due, del Regno di Napoli con il Contado del Molise istituito da Federico II nel 1221 e il Principato Ultra istituito da Carlo d’Angiò nel 1273. Dopo che nel 1860, Giorgio Pallavicino, prodittatore di Napoli, emanò il decreto costitutivo della Provincia di Benevento, i confini vennero più volte ridisegnati a spese delle province di Principato Ultra, Terra di Lavoro, Molise e Capitanata e in favore della neonata provincia di Benevento. Nel 1861 vennero poi definitivamente legittimate le nuove amministrazioni comunali con i relativi sindaci tra cui Cerreto e Morcone.

antica mappa raffigurante l'incrocio delle tre Province Contado del Molise (vs Morcone e Sassinoro), Principato Ultra (vs Pontelandolfo, Casalduni e San Lupo) e Terra di Lavoro (vs Cerreto, Pietraroja, Cusano Mutri).

Antica mappa con incrocio di tre Province del Regno delle Due Sicilie

Ma tornando ai cippi dei Tre Cantoni, su di essi, quando furono istituiti i feudi, si scolpì il simbolo “PC” verosimilmente iniziali di “Parata Cerreto” mentre un altro cippo  recante la “stadera” con una croce, conosciuto dai pastori anche come “a sctatera“, segnerebbe due confini quello fra Terra di Lavoro e Principato Ultra.

Infatti, successivamente, nel 1483 il territorio di Cerreto Sannita da feudo dei Sanframondo divenne possedimento dei Carafa della Stadera, già conti di Maddaloni. Altra ipotesi è che le iniziali PC stiano ad indicare rispettivamente il “Principato (Citra)” e Contado (del Molise).

Il “cippo” denominato Stadera, che è anche il toponimo del luogo, è molto verosimilmente un’altra dogana tra stati, il punto di confine tra Terra di Lavoro e Principato Ulteriore e la stadera, come già detto rappresenterebbe, la casata dei Carafa del ramo, appunto, della Stadera.

Presso questo antico confine tra il Contado del Molise (di cui faceva parte Morcone) e Terra di Lavoro (detta anche Campania Felix a cui apparteneva Cerreto Sannita) le dispute continuarono anche dopo l’Unità d’Italia. Infatti poco dopo l’unificazione quando si segnarono i nuovi confini e si costituirono le province, vi furono una serie di contenziosi tra i comuni. Quello tra Morcone e Cerreto si protrasse per moltissimi anni ed ognuno cercava le prove storiche dei confini esistenti.

Questa scritta, che avrebbe confermato il confine tra Cerreto e Morcone, benchè nota, non venne mai individuata dagli amministratori e tecnici di Cerreto Sannita. Il cippo dell’immagine successiva, invece su entrambi i lati la scritta “PC”. La particolarità è data dal fatto che alla sommità della pietra è scolpita il segnale dell’allineamento del confine

grosso masso con in rosso scritta PC e alla sommità un segmento orrizontale scolpito e dipinto in rosso

Cippo recante da entrambi i lati la scritta PC, alla sommità il segnale dell’allineamento del confine

L’importanza di questo punto scaturiva anche dal fatto che i pastori di Cerreto usufruivano della sorgente “Acqua della Lepre”. Il Comune di Cerreto Sannita perse buona parte di territorio a favore del comune di Morcone e perse, anche, il diritto di abbeveraggio alla sorgente Acqua della Lepre. Il luogo era importante anche perchè, di fatto, era una sorta di “dogana ” tra i due stati e ci sono ancora resti evidenti di un’antica casella posta a fianco dello stretto sentiero che obbligava il passaggio.

Il primo “cippo” della galleria immagini, non era stato individuato per cui la linea di confine tra Cerreto Sannita e Morcone è stata posta ad est di questa pietra. Se fossero stati demarcati correttamente, i confini tra Cerreto e Morcone sarebbero stati ben altri e, probabilmente, il progetto dell’impianto eolico ai Tre Cantoni che danneggerà gran parte dell’ecosistema del luogo ed ogni traccia del passato non ci sarebbe stato.

Tutto il complesso roccioso che forma il complesso carsico che alimenta la sottostante sorgente Acqua della Lepre, tra non molto sarà spianato perché sarà attraversato da una pista di collegamento tra le pale eoliche della larghezza di 10 metri (già picchettata); la storia, la natura, la naturalità passeranno purtroppo in secondo piano rispetto agli interessi delle lobby dell’energia.

Altri due cippi di confine sono stati da me ritrovati recentemente durante i sopralluoghi effettuati nella località per documentare i reperti, la flora e la fauna prima dell’assalto eolico.

La ricerca continua…………, senonchè il cippo della prima immagine sebbene in area sottoposta a vincoli paesaggistici, e nonostante le numerose segnalazioni da me effettuate anche alla Soprintendenza dei Beni Archeologici è stato proprio in questi giorni (Febbraio 2018) cancellato dai lavori della EON per la realizzazione dell’impianto eolico che sta devastando buona parte del Matese Sud–Orientale e della Valle del Tammaro. Nelle relazioni che allegano ai progetti, e che ho la sfortuna di leggere per il mio impegno civile, non esiste per loro nessuna traccia storica e se queste esistono non sono “storicamente rilevanti”. Purtroppo lo abbiamo visto anche a Circello per il Regio Tratturo. Questa “pietra” per la società eolica era semplicemente un “ingombro “, una fastidiosa presenza eppure è una pietra scolpita nel 1200 per segnare i confini tra tre stati medievali.

Documentazione dell’associazione FSDM sull’eolico a cura di Giuseppe Fappiano

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