La Grotta di Cosimo Giordano - Telesianarrando

La Grotta di Cosimo Giordano

Pino Fappiano

Nato a Cerreto Sannita nel 1956, vive a Cerreto Sannita, geometra e guida turistico-ambientale, lavora come impiegato a Benevento. Da molti anni è impegnato con la sua associazione “Fronte Sannita per la Difesa della Montagna” nella difesa dei monti del Matese dalla devastazione dell’eolico selvaggio.

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Neve lieve che cadeva scandendo il ritmo dei tempi andati.gola_torrente Una collina di fronte a me che mi chiamava da tempo ma io non avevo il tempo. L’istinto di salire lassù dove un disboscamento ha scoperto una grotta: uno dei rifugi del Brigante Cosimo Giordano.

Fiocca, troppo allettante la giornata per rinunciare ad andare. Mi sono incamminato lungo l’antica strada che lui percorreva da bambino per pascolare le pecore e da adulto partigiano per scappare dai bersaglieri e dai carabinieri dei Savoia. Sentiero ripido, pericoloso pieno di neve fresca che mi entrava dall’imbocco degli scarponi. In basso la gola del torrente Turio. Pareti altissime di bianco calcare e il letto del fiume invaso da immense ed antichissime rocce levigate dal tempo. Lungo il corso del torrente, invase dalla boscaglia, ruderi di un mulino ed altre abitazioni dell’antica Cerreto. Ma il mio obiettivo resta quella grotta lassù, in cima al precipizio di oltre 100 metri. Devo andare lassù…. quella è la mia meta.

Comincio a salire lentamente. La scarpata è ripida e piena di neve. Ogni tanto sprofondo con i piedi in depressioni livellate dalla neve. Arrivo in cima ma non trovo la grotta; comincia a fioccare con più insistenza. Non si vede ad un metro e la mia mente va a quei brigati che, per lottare per la loro terra e per la loro dignità, sopportavano freddo, fame e malattie. Combattere per un’idea.

Girovago ancora ma la grotta non la trovo. Eppure nella mia testa ho chiara la posizione. Guardo a valle e prendo punti di riferimento.

Intanto perdo di concentrazione ed un attimo di distrazione mi consiglia un piede in fallo. Scivolo e vedo sotto di me l’abisso perpendicolare che termina nel letto del Turio. Una giovane pianta di alloro mi ferma. Guardo giù e mi rendo conto di quel che poteva costare la mia testardaggine. Mi rialzo, alzo gli occhi ed eccola lì. Un foro nella roccia. Immortalo quel momento per fermare quell’attimo.

  • grotta_avvistamento.jpg
  • grotta_cosimo_giordano.jpg

 

La neve cade sempre più copiosa ma non la sento. Entro nella piccola cavità e subito sento un forte tepore. Si sta bene. Benché piccola (2.5 m. x 2.5 m.) è confortevole per almeno 4/5 briganti. Vivo uno dei miei momenti mistici accucciolato come un feto e mi godo la neve che scende lenta sulla vallate. L’incanto è spezzato dai cani di una masseria che sentono la mia presenza vicina ed iniziano ad abbaiare. Mi avvio verso casa scendendo con più attenzione. Sono tutto sporco fuori ma dentro….. un’esplosione di emozioni

 

grotta di Giordano ripresa dall'interno si vede un buco grande e fuori la neve

Interno Grotta

blog di Pinuccio Fappiano  

 

 In un certo senso il banditismo, è una forma piuttosto primitiva di protesta sociale organizzata, forse la più primitiva che si conosca. Certamente questo è ciò che i poveri, in molte società, scorgono nel banditismo e perciò proteggono i banditi, li considerano loro campioni, li idealizzano e ne fanno dei miti: Robin Hood in Inghilterra, Janosik in Polonia e Slovacchia, Diego Corrientes in Andalusia, sono tutti verosimilmente, personaggi reali, idealizzati. Da parte sua il bandito cerca di adeguarsi al ruolo affidatogli, anche se non è un ribelle sociale consapevole.

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