I Ribelli di Eric J. Hobsbawm - Telesianarrando
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I Ribelli di Eric J. Hobsbawm

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Nel leggere la vita del brigante Cosimo Giordano dalle fonti presenti in rete ho notato che la figura e i tratti del brigante (di umilissime origini, analfabeta, primo omicidio per vendetta, graduato come capitano dell’esercito, dalla parte del re, dedito a ricatti ed estorsioni, anti liberale, non disdegnò per un certo periodo l’ostentazione di abiti eleganti e i favori di qualche personaggio influente, tradito ed incarcerato per mano della sua donna, come evidenzia il dipinto di questo articolo, si aggiunga anche la titolazione della via del paese nativo per il bandito Angiolillo) sono gli stessi descritti nel libro di Hobsbawm I ribelli. Ho voluto così fare un fedele estratto del capitolo Il Banditismo, che mi pregio di sottoporre all’attenzione dei lettori di Telesia Narrando.

”……In un certo senso il banditismo, è una forma piuttosto primitiva di protesta sociale organizzata, forse la più primitiva che si conosca. Certamente questo è ciò che i poveri, in molte società, scorgono nel banditismo e perciò proteggono i banditi, li considerano loro campioni, li idealizzano e ne fanno dei miti: Robin Hood in Inghilterra, Janosik in Polonia e Slovacchia, Diego Corrientes in Andalusia, sono tutti verosimilmente, personaggi reali, idealizzati. Da parte sua il bandito cerca di adeguarsi al ruolo affidatogli, anche se non è un ribelle sociale consapevole.

In ogni società contadina ci sono banditi dei padroni e banditi contadini, per non parlare dei banditi a servizio dello Stato, sebbene solo i banditi contadini ricevano il tributo dell’aneddotica e dei canti popolari. Una forma di banditismo può facilmente trasformarsi in un’altra , tuttavia esiste una sorta di tipo ideale di banditismo sociale anche se nella realtà storica, astraendo dalla leggenda, pochi siano i banditi che corrispondono completamente a quel tipo. Alcuni, però come angelo Duca (Angiolillo), realizzano una perfetta corrispondenza con quel modello ideale. La descrizione del bandito ideale non è affatto un’astrazione, poiché la caratteristica più sorprendente del banditismo sociale è la sua notevole uniformità e standardizzazione. Il materiale utilizzato in questo capitolo proviene quasi interamente dall’Europa dal XVIII al XX secolo e soprattutto dall’Italia Meridionale. Ma ci si trova di fronte a fatti che, per quanto accaduti in epoche così distanti, e in luoghi così indipendenti l’uno dall’altro quali la Sicilia e l’Ucraina Carpatica, sono talmente simili che si è portati a generalizzare, in piena fiducia. Tale uniformità si riscontra tanto nel mito del bandito- vale a dire nella funzione che ad esso viene attribuita dal popolo-quanto nel suo comportamento effettivo. Qualche esempio di tale parallelismo potrà chiarire le nostre affermazioni. Quasi mai la popolazione aiuta le autorità a catturare il bandito contadino, anzi lo protegge. E’ così nei villaggi siciliani nel 1940 e in quelli moscoviti del XVII secolo. La fine tipica del bandito è per tradimento: infatti quasi tutti i banditi, se fonte di eccessivo fastidio, verranno presi isolatamente e distrutti, per quanto il banditismo possa rimanere endemico. Oleska Dovbus, il bandito carpatico fu tradito dalla sua donna, Nikola Suhai, attivo fra il 1918 e il 1920 dai suoi amici, Angelo Duca (Angiolillo) tra il 1760 e il 1784, l’esempio forse più puro di banditismo sociale subì la stessa sorte: Nello stesso modo finì Salvatore Giuliano di Montelepre, il più famigerato tra i banditi moderni. E questa fu la fine dello stesso Robin Hood. Ma la legge per dissimulare la propria impotenza rivendica a se il merito della cattura o della morte: la polizia spara sul cadavere di Suhai, come spara sul cadavere di Giuliano. La prassi è talmente comune che c’è perfino un proverbio corso che ne parla: <<ucciso dopo morto come un bandito>> Ad ogni modo i contadini alle molte virtù leggendarie ed eroiche aggiungevano delle invulnerabilità: Angiolillo si credeva possedesse un anello magico col quale respingeva le pallottole e per questo dovettero ucciderlo con una scure. Il bandito carpatico invece, potè venire ucciso solo con una pallottola d’argento, che era stata tenuta per un anno in una scodella di frumento , benedetta da un prete nella ricorrenza dei santi apostoli e su cui dodici preti avevano celebrato dodici messe. Naturalmente nessuna di queste pratiche o credenze è derivata dall’altra. Esse sorgono in zone e in epoche diverse in dipendenza della notevole similarità che esiste nelle rispettive società

Si diventa banditi perché si commette qualcosa che pur non essendo considerata criminale dalla coscienza del luogo, lo è per lo Stato e i governatori locali . Così Angiolillo si dette alla macchia dopo una lite sorta per il bestiame sbandato con una guardia del duce di Martina. Lo stato interviene nelle <<legittime>> dispute private, e secondo la sua considerazione, l’uomo si trasforma in criminale . Lo stato mostra interesse per un contadino a seguito di una piccola infrazione alla legge, e questi si dà alla macchia perché non può sapere quello che gli deriverà da un sistema che ignora e non comprende i contadini, e che i contadini a loro volta non comprendono……… Si dice che Giuliano abbia ucciso un poliziotto che voleva arrestarlo perché vendeva a borsa nera due sacchi di grano, mentre un altro contrabbandiere che aveva denari a sufficienza per corromperlo venne lasciato libero.

La carriera di un bandito ha quasi sempre origine da un fatto in sé non grave, che lo spinge alla latitanza: un accusa persecutoria per abigeato, una falsa testimonianza, un errore o un intrigo giudiziario, un’assegnazione ingiusta, o comunque sentita come un’ingiustizia al confino di polizia. E’ importante che all’inizio il bandito venga considerato onorevole o non criminale dalla popolazione locale, perché se fosse considerato criminale per la consuetudine del luogo, non potrebbe godere di quella protezione, su cui è costretto a fare affidamento. Il latitante, perciò, viene istintivamente protetto dai contadini e dalla forza delle convenzioni locali che si rifanno alla << legge nostra>> (consuetudini, faida o quant’altro sia). Egli godrà dell’appoggio della Mafia se si trova in Sicilia. Così gli sarà possibile vivere nelle vicinanze del suo paese donde verrà rifornito del necessario. Infatti l’attaccamento del bandito alla sua terra, quella dove è nato e dove vive la <<sua gente>>, è molto forte. In Basilicata il brigantaggio cessava di esistere durante l’inverno, e qualche brigante emigrava per cercare lavoro, perché era difficile per i fuorilegge trovare da sfamarsi. Di solito è giovane, scapolo senza legami, non fosse altro perché è ben difficile rivoltarsi contro l’apparato del potere quando si hanno legami familiari. Anche per la difficoltà di approvvigionarsi, le bande erano generalmente poco numerose. In periodi di rivoluzione quando l e bande diventano potenziali unità di guerriglieri, si formano anche bande più numerose di qualche centinaio di uomini, ma anche queste godono nell’Italia Meridionale, dell’appoggio finanziario e di altro genere delle autorità borboniche.

Non ha molta importanza che un bandito inizi la sua carriera per motivi parapolitici, quasi certamente egli cercherà di adeguarsi, sotto qualche aspetto, al modello di Robin Hood quali ne siano i motivi

Immagine di Wikimedia Commons Il brigante tradito  di Horace Vernet

 

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