Con Federica ed Elettra Titanica - Telesianarrando

Con Federica ed Elettra Titanica

Share

Federica Tomasiello nata a Cerreto Sannita il 7 Luglio del 2001, esordisce a Giugno 2019 nel suo diciottesimo anno di età con il libro Elettra Titanica pubblicato con la casa editrice Edizioni 2000diciassette. Federica ha appena conseguito la maturità classica presso l’Istituto Telesi@ di Telese Terme, ma già dalle scuole medie ha partecipato a premi letterari per racconti e poesie (nel 2015 si è classificata al 2° posto per il Premio Letterario Mino De Blasio, al 1° posto per la borsa di studio in memoria di Carmen Romano istituita dal comune di Amorosi, al 2° posto per il concorso di poesia indetto dalla scuola Media San Giugliano di Puglia ,  al 1° posto per la borsa di studio indetta dall’Associazione “Il Sogno e il Sorriso” di San Lorenzo Maggiore).  Sempre nel 2015 riceve la segnalazione della giuria al Concorso Nazionale di Poesia “Premio città di Foligno”, e il 1° premio al concorso del “Centro Mario Pannunzio” di Torino. Nel 2016 ottiene il 3° premio al concorso “Mani in Volo” di Costabissara, la segnalazione Giovani Promesse del premio internazionale “Michelangelo Buonarroti”, nel 2017 Il premio di merito per il concorso letterario Giacomo Leopardi a Torre del Greco e nel 2018 vince il 1° premio per il concorso letterario “Vesuvio” del comune di Terzigno.

Secondo la direttrice della Casa Editrice Mariapia Selvaggio il lavoro di Federica Tomasiello è un’immersione nella ‘meraviglia’, dove la mitologia influenza la realtà e la realtà viene superata attraverso la mitologia. Il titolo “Elettra Titanica” richiama un personaggio mitologico forte come il titano, che non si rassegna. Elettra come “Alice nel Paese delle Meraviglie” finisce casualmente e a sua insaputa in mondo fantastico ai piedi del Monte Titano dove è obbligata attraverso le emozioni a fare un viaggio avanti e indietro nel tempo alla ricerca di se stessa e delle sue origini. I personaggi che la circondano, inizialmente simili ad automi, e le prove che Elettra dovrà sostenere per trovare le sue origini richiamano l’ambientazione tipica del videogioco. Pertanto alle considerazioni di Maria Pia Selvaggio ci sentiamo di aggiungere che il libro è una trasposizione ben riuscita della mitologia nella contemporaneità ed in particolare nell’universo giovanile.

La redazione di Telesianarrando incuriosita sia dalla novità del genere fantasy per il nostro territorio che dalla giovane età dell’autrice, mossa dalla volontà di far emergere l’immaginario giovanile ha voluto porre alcune domande all’autrice ottenendone l’intervista riportata di seguito:

  • In che modo il genere fantasy può aiutarci a comprendere la realtà?

Il fantasy è il genere letterario più autentico e puro conosciuto dagli esseri umani, che vi si approcciano sin dai primissimi stadi dell’esistenza e in esso converge tutto, il desiderio, il vissuto, la relazione con gli altri e, più in generale l’identità dell’emittente e del destinatario. Il fantasy non è creare un’altra realtà ma interpretare l’esistenza tralasciando le regole dei grandi sistemi che l’uomo ha costruito. Il dissidio della protagonista della mia opera sta proprio in questo.

  • In che modo il fantasy può aiutare i giovani a diventare consapevoli e responsabili?  Non pensi piuttosto che i giovani avrebbero bisogno di una maggiore razionalità per affrontare le criticità che la vita gli riserva?

La razionalità è un qualcosa che non andrebbe mai dato per scontato. E’ preferibile, a mio avviso, spingere il lettore a trovare la sua personale e soggettiva razionalità senza imporre rigidamente il giusto e lo sbagliato che, al contrario, provocherebbe un appiattimento del senso critico del lettore e uno stato di inadeguatezza del soggetto rispetto alla pubblicazione.

  • Come nasce la tua ispirazione?

Nasce da ripetuti episodi di bullismo di cui sono stata vittima e spettatrice. Italo Svevo credeva che il mondo stesse lentamente andando incontro ad una sorta di “purificazione” e, mi dispiace ammetterlo, probabilmente aveva ragione. Non so perché l’uomo sia capace di nefandezze inenarrabili di cui sono allegoria, nell’opera, i personaggi legati agli alberi e probabilmente non esiste una risposta assoluta a questa domanda. Scrivere è stato l’unico modo per esternare il disagio che ho avuto nel cuore a lungo e spero che il mio lavoro contribuisca a scuotere gli animi e le menti dei giovani della mia generazione e di chi verrà.

  • Così giovane, hai ricevuto numerosi premi e riconoscimenti non solo in ambito locale, quale parte ha la scrittura nella tua vita: è un rifugio, un’ambizione o altro?

La scrittura è il mio mezzo espressivo in tutti i sensi: rispecchia il mio umore, gli avvenimenti che mi accadono, i mutamenti della mia anima ed anche i miei sbagli. I riconoscimenti sono una soddisfazione che deriva dalla consapevolezza che una propria creazione è stata apprezzata ed ha probabilmente gettato un seme nella mente e nel cuore della platea che la valuta.

Share

Comments are closed.

Translate »
Facebook