Il Lago di Telese - Telesianarrando

Il Lago di Telese

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FORMAZIONE

Il lago di Telese è situato a sud di Telese tra i monti del Matese e il Massiccio del Taburno. I rilievi che lo contornano: Camposauro, il Taburno, Monte Acero, e il Matese si originarono durante il Miocene, mentre durante i movimenti successivi del Pliocene che diedero origine anche all’Appennino Meridionale, si formarono zone rialzate e zone ribassate. Tra questi gradoni si trova la Valle Telesina, una fossa tettonica che funge da raccordo tra le zone ribassate (le due pianure alluvionali della Valle del Medio Volturno e del Basso Calore), e le zone rialzate (i rilievi calcarei di Monte Acero, il Monticello, la Rocca e Monte Pugliano).

L’ecosistema del lago, con diametro di 300 m ed una profondità di circa 26 metri risulta dunque essere una porzione di conca tettonica originatasi circa 40 milioni di anni fa, bordato a sud dall’area di Pagnano, affacciata sul fiume Calore. Si trova a 48 m di quota s.l.m. ed ha una superficie di 41500 mq


Il Lago di Telese:

La conca tettonica ai piedi del
Taburno

Si è originato per un fenomeno di sprofondamento detto”sinkhole” meglio conosciuto come dolina (cavità circolare dovuta a suolo carsico e a fenomeni di risalita delle acque).  Le doline sono particolarmente tipiche in presenza di sorgenti minerali, infatti tali fenomeni sono presenti sia nelle vicina Solopaca che su Montepugliano.

Il bacino di alimentazione del Lago di Telese come delle acque minerali e non minerali della valle Telesina è il Matese. Secondo numerosi studi idrogeologici la falda di base del Matese in forma di calcare, giunge fino alle pendici di Montepugliano, dove emergono acque sulfuree che hanno originato vasti depositi di travertino. Lo sprofondamento del Lago infatti è evidenziato da ripide scarpate intagliate nel travertino con uno spessore di circa 6 m con presenza di cavità a profondità diverse. Alla fine dell’800 il torrente Seneta prima di essere deviato verso Telese, scorreva verso sud alimentando il lago e le sorgenti sotterranee; dalla morfologia del terreno si può desumere che la falda oggi alimenti il lago da nord e il canale superficiale, emissario del Lago, smaltisca nel Fiume Calore le acque eccedenti la quota di 48,0 metri s.l.m.

Il LAGO DI TELESE NELLA STORIA

A causa della sua origine il lago presenta fenomeni di crollo dovuti ad erosione della base di travertino con inclinazione della parete lacustre e fenomeni di sprofondamento del suolo, visibili sia dall’inclinazione degli alberi con radici fuori terra e sia dal manto stradale sconnesso. Le fonti storiche concordano con la geologia, infatti una prima menzione del lago risale al 1349, quando le cronache dell’epoca registrano lo sprofondamento di un terreno in seguito ad un disastroso terremoto, abbassandosi di circa 30 m. Queste prime notizie storiche furono raccolte da Ferdinando Russo nel 1857 e poi riportate nel libro “Telesia Ricordi e Speranze” di Luigi Riccardi nel 1927.

Negli Annali Civili del Regno delle due Sicilie del 1833, è scritto che una porzione di Telese sarebbe stata un tempo il fondo di un lago e il lago un avanzo di masse di acque più estese. Il lago di Telese assomiglierebbe pertanto al lago dei Tartari con rive coperte da incrostazioni calcaree antiche e il fondo coperto di vegetali e popolato da animali di ogni sorta.


Il lago dei Tartari
negli Annali dei Borboni


Cartolina di fine ‘800- Collezione Ciccio Forestiero
la pianta giallina con indicazione delle pianure del Volturno e del Calore, tra zone laviche in rosso
Il lago nella pianta di Breislak del 1798 tra le pianure alluvionali del Volturno e del Calore

E ancora nel fascicolo sulle Acque minerali di Telese dell’ingegnere Domenico Rossi degli Annali del 1857

Fin da gennaio del 1349 spessi tremuoti scossero il molo di tutta l’Italia, ma nella notte del 9 settembre dello stesso anno, avvenne una scossa così tremenda, che atterrò molte città e villaggi, e fra le altre la disgraziata Telese. Fu allora che nella campagna di detta città verso il lato orientale sgorgarono copiose sorgenti di acque acidole epatizzate, e si manifestarono delle mofete, che diunite alle acque stagnanti, ne resero l’atmosfera micidiale. Il territorio circostante ne rimase non poco alterato, e dietro molti sprofondamenti di terra, comparvero vari piccoli stagni, tra i quali uno di circa un miglio di circonferenza di non piccola profondità, che esiste tuttora.

Domenico Rossi – 1857

Ma fu il medico napoletano Leonardo di Capua con la sua dissertazione sulle mofete presso l’Università di Napoli nel 1656 a richiamare l’attenzione sulle sorgenti sulfuree e sul Lago stesso. Vari studiosi affluirono a Telese richiamati dalla miracolosità delle acque finchè nel 1788 i borboni cominciarono operazioni di bonifica che riguardarono anche il lago attraverso la costruzione di un derivatore dal lago al fiume Calore. L’impegno per l’agro-telesino durò pochi anni perchè Ferdinando IV nel 1799 fu cacciato da Napoli dalle truppe francesi. Con l’abolizione della feudalesimo del 1806 si ridisegnarono i confini di Telese e Solopaca pretese di superare il fiume Calore. Cosicchè nel 1934 quando fu sancita l’autonomia di Telese da Solopaca, Il lago rimase al confine con Solopaca alla quale oggi è collegato attraverso il ponte sul Calore alla via Pagnano-Scafa. Negli anni ’70 il lago divenne una località balneare dopo che il sindaco Romano fece costruire la strada panoramica, si costruirono romantici camerini su palafitte, si ricavarono spiaggette piscine e trampolini per la balneazione e si piantarono pini.

Oltre ai pini costeggiano la strada alberi ad alto fusto come pioppi, salici, acacie, querce e roverelle. L’ambiente umido, le canne, e i salici sono stati l’habitat ideale o il luogo di nidificazione per molte specie di uccelli protetti come il martin pescatore, il tarabuso, la cannaiola e i pendolini che appendono ai salici i loro nidi, oltreché per anatre e marzaiole. Già dal 1800 il lago comincia ad essere noto per la pesca, e numerose sono le menzioni in dizionari geografici, annali o appunti per viaggiatori come quella del 1816 di Lorenzo Giustiniani nel Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli che riporta “Vi pescano capitoni, anguille, rovelle e gamberi, vi sono ancora anitre e follache”, e ancora nel Sommario Storico dell’Alieutica dorotea del 1863 “Si pescano in esso delle tinghe, e de’ gamberi di squisito sapore”.

Canneti al lago di TeleseAnatre sulla spiaggetta del lago di TeleseAnatre sulla spiaggetta del lago di Telese

FAUNA E FLORA

Ancora oggi il lago è una località molto frequentata da pescatori, la Fipsas che ha in gestione le sue acque organizza annualmente gare nazionali di pesca e provvede periodicamente alle immissioni di carpe, persici, tinche e trote. Pescatori provenienti da tutta Italia spesso si accampano sulle rive del lago o soggiornano nei vicini hotel. Tale attività di pesca se da un lato ha contribuito a richiamare l’attenzione sulla località, dall’altro ne ha però modificato la fauna rompendo alcuni equilibri, per cui alcune specie autoctone come i gamberetti menzionati o i pesci gambusa, risultano quasi scomparsi. In particolare, l’immissione della carpa amur, una carpa asiatica erbivora dalle enormi dimensioni, avrebbe determinato la riduzione delle alghe che costituivano l’habitat ideale per i gamberetti e i pesci gambusa che si cibavano di larve di zanzare.  

Negli ultimi anni poi, come riportato nei recenti studi idreogologicii compiuti sul territorio, si è potuto osservare un abbassamento del livello dell’acqua, tanto da determinare il completo ristagno della fascia superficiale delle acque del Lago, con conseguente impoverimento in ossigeno per mancato ricircolo e concentrazione di sostanze inquinanti.

Veduta del lago con la neve del 2019
Inverno 2018 – foto di Patricia Fusco

ASPETTI CRITICI ED INIZIATIVE

La chiusura del passaggio sulla ferrovia, che conduceva dal lago al centro di Telese nel 2006, ha per certi versi allontanato il lago dalla quotidianità dei telesini relegandolo per lo più ad un luogo di transito e consumo veloce. E non c’è da meravigliarsi se si pensa che fu proprio quella ferrovia a fine Ottocento a portare vitalità e lustro alla cittadina termale. Cosicchè il lago da località balnerare, luogo di piacevoli passeggiate, luogo di osservazione di fauna lacustre è diventato sempre più un luogo periferico e abbandonato, complice anche l’incuria di cittadini e avventori che non di rado lasciano rifiuti sulle sponde.

Da qualche anno però la voglia di riscoprire la natura e i luoghi del cuore, la necessità di ricercare luoghi per il relax e l’allenamento fisico stanno portando cittadini a frequentare il lago senza autovetture.

veduta lago al tramonto con persone in relax
Splendido tramonto sul lago di Telese
bianco e nero per il trampolino con veduta lago
Fotografia – Pina Arpatelli


Per molti telesini il lago resta il luogo più vissuto dell’adolescenza e della gioventù, ognuno ha un ricordo nel cuore: le scorazzate con gli amici, le discese in bicicletta, le lunghe nuotate, i tuffi rocamboleschi, il primo bacio, la prima esca lanciata col nonno o col papà, i girini, la papera che non veniva a beccare il tuo pane.

Mossi dalla volontà di far rivivere il lago come oasi di tranquillità e luogo di dolcezza alcuni cittadini di Telese nell’estate del 2018 si sono costituiti nell’associazione “Comitato Lago” e stanno provvedendo periodicamente a ripulirne le sponde da erbacce e rifiuti di ogni sorta, in alcuni casi già sommersi dalle acque. L’iniziativa ha riscontrato una grande partecipazione e solidarietà da parte di molti residenti e commercianti di Telese e ad oggi chi passeggia sulle rive del Lago può già osservare i primi risultati.

articolo del Sannio Quotidiano sul comitato lago
aderente al comitato trova rifiuto in ferro (fornacella)
Foto di gruppo del comitato presso il lago
Comitato al lavoro sulle sponde
Articolo sul Sannio quotidiano con foto del comitato
due gambe di donna con pistola appoggiata sopracopertina del libro con disegno della torre del paesello e le strade ricoperte di vittime insanguinate

BIBLIOGRAFIA

I sinkholes in Campania Del Prete S., Guarino P. M, Nisio S., Santo A.

Relazione tra fenomeni di sprofondamento, risalite di fluidi mineralizzati e sismicità in alcune aree di studio dell’Italia Centro Meridionale – Paola Polselli

Dizionario universale topografico storico fisico-chimico terapeutico compilato da Antonio Perone Napoli 1870

Annali civili del Regno delle Due Sicilie vol LIX Napoli 1857 

Fascicolo sulle Acque Minerali di Telese- Domenico Rossi

FOTOGRAFIA -Pina Arpatelli

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