Passeggiando nelle Terme di Teseo - Telesianarrando

Passeggiando nelle Terme di Teseo

Bruna Varrone

Nata a Telese Terme nel 1966, laureata in fisica a Napoli, ha lavorato fino al 2002 a Roma nel settore informatico presso società di telecomunicazioni, successivamente a Benevento presso il CED dell’Università degli Studi del Sannio e il Marsec. Attualmente vive a Telese Terme, consulente IT free-lance e insegnante a tempo determinato di Matematica e Fisica. Ideatrice e web-master di Telesianarrando

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Le Terme di Teseo, già note alla letteratura archeologica, sono state recentemente riportate alla luce durante la campagna di scavi denominata Telesia Archaeological Project, diretta dall’archeologo Luigi Pedroni con una squadra di studenti e studiosi della Lithuanian University of Educational Sciences di Vilnius.

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Il complesso sorge in località Telese Vetere a San Salvatore Telesino, a ridosso della strada provinciale. Il nome delle terme deriva dal ritrovamento presso le stesse, durante un’indagine degli anni ‘50, di un frammento di stucco parietale (dimensioni 90 x 98 ) del I sec. d.C raffigurante Teseo che lotta con il Minotauro e attualmente custodito nel Museo del Sannio.

Gli stabilimenti termali erano alimentati da acqua calda e fredda, il riscaldamento avveniva tramite una sorta di impianto (che oggi diremmo a pavimento) il pavimento e le pareti mostrano intercapedini attraverso le quali probabilmente passavano tubi che provvedevano a riscaldare l’aria e l’acqua nelle stanze. A qualche decina di metri dalle terme, dal lato opposto rispetto allo stabilimento attualmente emerso, si ipotizza fossero ubicati i magazzini di stoccaggio della legna che serviva per il riscaldamento, la legna proveniva dalle alture vicine il che ci fa ipotizzare che esistevano adeguate strade di comunicazione per il trasportarla.

All’interno del sito sulla volta crollata si intravedono affreschi simili a quelli rinvenuti a Pompei. Le Terme dovevano essere un tempo tutte ricoperte di marmo bianco, infatti lungo le pareti si notano i fori per le staffe, dove venivano incastrate le lastre di marmo. La contiguità con la strada provinciale, fa presupporre che l’edificio si estendesse ancora per diversi metri al di sotto e oltre la strada.

 

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Le Terme di Teseo sono vicine al centro della città di Telesia che, come già ipotizzato in antichi studi di fine settecento, e successivamente dagli studi del Quilici del 1966 e di Simonelli Balasco del 2005, comprendeva all’interno del tracciato delle mura tre edifici termali, un foro, una basilica (edificio non di natura religiosa ma piuttosto una sorta di tribunale odierno), ed un teatro. Fuori dal circuito urbano si nota poi la presenza di un mausoleo con ipotizzabile necropoli all’esterno della città, ed in prossimità delle mura l’anfiteatro.

La città di Telesia risulta essere di fondazione tardo repubblicana ma i principali monumenti sono invece di età imperiale (l’età imperiale è collocata all’incirca dal 27 a.C. al 476 d.C.). Gli edifici oggetto di scavi però ci permettono più precisamente di collocare Telesia intorno alla fine del I sec. inizi del II sec. d. C. Per quanto riguarda la fine invece questa si può collocare nel IV sec. d. C., quando tutta l’area telesina insieme ad Alife Isernia e Sepino, furono devastate da due violenti terremoti avvenuti nel 346 e nel 375 d.C.

Nel periodo di massimo splendore della città, si può ipotizzare un insediamento di circa 3000 abitanti; bisogna considerare che nello steso periodo la città di Londra contava 60000 abitanti e Roma circa 700000. Da ciò si deduce che la città di Telesia era sicuramente un centro molto importante e potrebbe paragonarsi oggi ad una cittadina di media grandezza.

Anche la struttura muraria delle Terme evidenzia una tecnica di età imperiale, esse confinano con i resti affioranti di un altro edificio antico totalmente sommerso dalla vegetazione dove l’equipe di Pedroni in collaborazione con la Sovrintendenza, ha condotto i saggi di scavo cominciati nell’estate 2014, e che si ipotizza essere proprio la Basilica.

Fonti e link:

Conversazione con Luigi Pedroni (Fondazione Gerardino Romano)

Articolo di Luigi Pedroni Fasti on line

 

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