Elettra Titanica - Telesianarrando

Elettra Titanica

15.00

di Federica Tomasiello

Spedizione Gratuita

Il regno fantastico di Kora. La predizione ed il Tempo passato ad aspettare la restituzione di una libertà rivendicata. Un continuo avvicendarsi di cadute e di rinascite, di ritorni e rovine. Una struttura di corsi e ricorsi che avviluppa nella spirale temporale della cronologia dell’universo incantato e fatale. Il buio delle tenebre, le fiamme, un’altalena che dondola come se dovesse scandire momenti futuri. Sortilegi di un passato che s’intersecano. Una bambina, la sua storia di dolore e riscatto.

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dal Prologo di Elettra Titanica

Erano passati ormai 16 anni dal tragico evento che aveva segnato la fine apparente del regno di Kora. Ai cittadini era stato predetto che sarebbe passato parecchio tempo prima che la persona generata e destinata a restituire la libertà giungesse a rivendicare quanto era stabilito. Eppure il sole sembrava splendere in misura maggiore, il caldo e la luce si propagavano sul regno e l’aria profumava di rinnovo.
Un nemico malefico aveva ridotto a una landa spoglia, tetra e desolata il luogo più fiorente dell’Universo Incantato, riducendone in schiavitù la popolazione.
I sovrani, il re Edgardo e la regina Ileana erano scomparsi nel nulla e la loro unica figlia, la principessa Elettra era stata scaraventata giù dal monte Titano, sacro alla famiglia reale.
Il buio e le tenebre avevano avvolto senza scampo la terra della felicità. Le fiamme avevano distrutto tutto tranne i cuori e le menti dei cittadini, che avevano stretto i denti, aspettando di tornare a essere felici. Nel mentre, sulla Terra, un cuore si apriva alla scoperta della verità, alla ricerca di se stesso e della sua identità, di cui non conosceva l’origine. Era sicuramente un’emozione fortissima perché un cuore può agitarsi, battere con maggiore o minore velocità, ridere, scherzare, ma sanguinare solo quando è in arrivo un cambiamento.
L’aria era calda, il cielo limpido e una leggera brezza spirava increspando le onde del mare. Su una terrazza c’era un’altalena così maestosa che nessuno avrebbe potuto evitare di notarla.
Aveva qualcosa di speciale che la rendeva più di una semplice altalena e, in effetti, era la chiave di ingresso a un mondo in cui erano ammessi solo i puri di cuore. Nel momento in cui si mosse la brezza divenne una vera e propria tempesta, spingendo tutti a rientrare nelle case; solo una ragazza non
temeva quel vento, al contrario la rilassava sentirlo sulla pelle. Si sedette sull’altalena e iniziò a dondolare immaginando draghi, fanti, cavalieri e l’ultima immagine che vide comparire prima di chiudere gli occhi fu una corona gettata a terra, bruciata, graffiata, che, però, non veniva scalfita.
Nel regno di Kora non si udiva che un rintocco, la
campana stava suonando…

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