Le Padrone di Casa - Telesianarrando
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Le Padrone di Casa

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“Un romanzo di Maria Pia Selvaggio Edizioni 2000diciassette”

«Non voglio confondervi con troppe parole; l’efficacia, il senso e la verosimiglianza di questo mio lavoro mi hanno resa vigile e sensibile a talune problematiche, spesso celate, silenziose e, per questo, più pericolose. Ho creduto degno il “soggetto” per la costruzione di una storia di costume che, oltre quell’intimo interessamento che pervade ogni scrittore oggettivista, rendesse animo alla folla di persone, ahimè, perseguitate e offese dalla camorra… Un segno dell’infamia che ho creduto immaginare anche nel mondo femminile… Non so se ho reso possibile la lettura; la meraviglia di certi episodi ha raddensato in me una certa nebbia e, molto spesso, mi ha fatto rintracciare una torbida psiche. Lascio a voi lettori le deduzioni sociologiche e i raffronti che potranno regalarvi queste pagine. Non ho avuto chiara conoscenza e non ho fornito notizie completamente realistiche, ma non mi manca la lena, né la trepida speranza che questa mia avventura trovi lettori benevoli, per quest’umile lavoro mio.»

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Salvatore,
ammazzato una sera di novembre del 1981,
a Napoli…
Salvatore: il tuo volto è dilatato e assente, come se tu fossi passato dallo stato fluido a quello dei fantasmi e qui, in questa pozza di sangue che si condensa, pare tu abbia raggiunto la concentrazione dei metalli. E’ come se qualcosa, improvvisamente, cadendo, ti avesse forato il cuore. O forse è davvero una pallottola, o due, o tre. Tu, il grande predicatore della vita, che nulla avrebbe potuto far venir meno: energico, stranamente cordiale e con chi non si oppone addirittura amichevole, sembri perito e lontano. Salvatore, hai lasciato qualcosa a tua madre? E alle tue sorelle? E a tuo padre che ha rinunciato ai sogni ed ha rinnegato, sbarazzandosene, i ricordi di una educazione “ onesta”? Cosa ci fai, in questo umido serale di novembre, in questa strada di tutti, disteso di fianco … una mano sotto la guancia, tre dita rigide, le gambe tirate nel grembo, e tutto questo sangue: tanto ne avevi da “buttare” … stasera? Anche se sei disteso su questo asfalto bagnato, fuggito dal tuo passato che a qualcuno potrebbe sembrare orrendo, raccontami: chi sei? Quale lebbra d’animo hai contratto sì da stupire i passanti in fuga e le viaggiatrici che si sono trovate il tuo cadavere ai piedi, uscendo dai negozi affollati? Maria Pia Selvaggio

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