Oltre l'Orizzonte - Telesianarrando

Oltre l’Orizzonte

15.00

di Joe Ascierto e Maria Ascierto

Spedizione Gratuita

“Nelle pagine che seguono racconto la storia della mia vita da quando avevo cinque anni. Non c’è cronologia nella mia narrazione perché scrivo i fatti così some mi vengono in mente, semplicemente come sono accaduti.
Probabilmente, fu la necessità o semplicemente il desiderio di migliorare, o ambedue i motivi che mi spinsero ad abbandonare la mia masseria in un piccolo paese della Campania; masseria che aveva sostenuto me e la mia famiglia per generazioni. Qualunque sia stato il motivo, non c’è mai stato alcun momento in cui mi sia pentito di aver lasciato la mia casa, nella primavera del 1953. Negli ultimi ottant’anni ho fatto molto di più di tutto ciò che avevo sognato di fare da ragazzo e da adulto.
Ho visto gran parte del mondo mentre ero giovane, ho conosciuto tante culture ed assaporato tanti sapori differenti. Ho avuto moltissime avventure sia in mare che sulla terra, ho soddisfatto le mie ambizioni, mentre navigavo su navi mercantili della marina inglese.
Racconto alcuni episodi in queste pagine, tenendo per me pochi segreti, ma devo confessare una delle mie debolezze: l’ammirazione per le donne e il piacere derivato dalla maggior parte degli incontri avuti. La cosa interessante è che ancora oggi, all’età di ottant’anni, quando pensavo di rinunciare a questi desideri, ho avuto il piacere di imbattermi in una vera signora di New York, Miss Debbie. Mi considero molto fortunato per averla incontrata, di avere il piacere di vivere insieme a lei e di poter aggiungere un ultimo capitolo alla storia della mia vita.”

 

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Nato da un’esigenza di esperienze e malinconie, “Oltre l’Orizzonte”, di Joe Ascierto s’impone come miscuglio tra un memoire ed un romanzo. Pregno di circostanze che formano la trama offre un sostegno attraverso i tempi; personaggi antichi e moderni s’insediano nelle vicende e caldeggiano tematiche sempre attuali.

La partenza dai luoghi natii, la malinconia, l’avventura, i disagi, l’accoglienza dello straniero, il ritorno. A gradi diversi la narrazione si snoda attraverso scene ed ambientazioni di luoghi screziati dai colori del Ventunesimo secolo. Ed ecco che si aprono i mitici anni Cinquanta e un coraggioso giovanotto respinge i limiti di un paese di provincia, abbandona le “cose care” per attraversare il gioco complicato dell’avventura e dell’ignoto.
Ancora una volta è l’umanità ad attraversare la barriera: emigra, influenza il destino, che la vuole nella fissità del Tempo. In America, ancora sogno di molti, Joe stringe affetti, lascia disegni sentimentali, costruisce e si costruisce un mondo orchestrato da viaggi, da navi, da strette di mano; ebbro dell’altrove, dove creare dimensioni migliori, mai abbandonando il pensiero del paese natio, modulando torsioni sapienti in nome dei ricordi, cedendo al desiderio di sbalordire un’ultima volta.

Ed è il filo rosso, sottile ma resistente, dell’amore, che Joe pone come collante tra America e Sant’Agata Dei Goti, descrivendo antiche passioni e nuove vittorie, destinatari e mittenti, in un’architettura di idee e piaceri. La sua narrazione è un inno alla speranza, al tentativo sempre possibile, alla ricerca di mari e strade nuove, per l’affermazione della gioia di vivere. Non troverete, nel romanzo, mai un’espressione di rassegnazione; i sentimenti vengono vissuti densamente: il piacere delle donne, il lavoro come nobilità dell’animo, l’amore profondo per sua moglie, che non verrà mai scalfito, i figli, la nipote, la sorella Maria Ascierto, depositaria dei sogni letterari, a cui affidare non solo la traduzione dei suoi scritti, ma la gestione editoriale delle sue “confidenze”.

Anche lo stile rispecchia la semplicità e le virtù che pulsano nell’interno dello scrittore; egli associa le modulazioni stilistiche agli stati d’animo, e ciò è riservato agli animi puri. Ed è quella stessa formula d’onore e di attaccamento alla propria terra, che rende prevalente in lui la continua ricerca di un legame che cercherà di
instaurare anche in campo lavorativo.

I marmi di Carrara, scelti appositamente da lui, rivestiranno case e palazzi americani, così come le pietre di Cusano, Cerreto e Pietraroia saranno corredo caldo per i camini californiani. Lui, imprenditore edile, laureato in ingegneria delle costruzioni, non tradisce le sue origini, ma cerca continuamente un legame, una strategia, un’affermazione che possa esistere quel magnifico intreccio umano tra culture e sogni.

Anche la morte dell’adorata moglie, la solitudine e l’adattamento al tempo che passa inesorabile, ci rivelano uno Joe combattente, che, pur se a piccoli passi, si incammina verso nuove sorgenti, nuovi amori, nuove emozioni. Le ultime donne della sua vita, insieme a lui, percorreranno l’infinito. Deborah Harkins (Debby), giornalista del Magazine Time, editor e promulgatrice in America di questa sua opera, gli sarà accanto sino alla fine.
Racchiuso in tante verità, che tutta la vita non sarebbero bastate per autenticare, questo romanzo, tappa di una presa di coscienza, di voglia di libertà e riscatto sociale, manifesto di integrazione e ottimismo, di coraggio e sensibilità rimarrà nel Tempo, a scolpire sogni, fughe e speranze di tante e tante generazioni.

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